CENNI STORICI - Nuovo Progetto AVIS COMUNALE

..... da oltre 60 anni al servizio dei cittadini.
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CENNI STORICI

CHI SIAMO

L’AVIS DI CIVITAVECCHIA: QUANDO DONARE IL SANGUE È SEMPLICEMENTE IMPORTANTE

Dal 1955 ad oggi tanta strada si è fatta per costruire l’AVIS di Civitavecchia: gioie, emozioni, delusioni e soddisfazioni, tutto per realizzare un’associazione di uomini e donne a servizio della nostra città e di tutto il territorio.

Tutto ha inizio quando il Dott. Dante Primo Pace costituisce il Centro Trasfusionale presso l’ospedale civile di P.zza Calamatta da un’idea che prende corpo grazie all’iniziativa dei medici Biava e Triggiani, rispettivamente primario medico e chirurgo dell’Ospedale Civile di Civitavecchia già in forza al Santo Spirito di Roma, di aprire la struttura ospedaliera di Civitavecchia ai medici esterni.

Ed è proprio grazie a questa iniziativa che il Dott. Pace, medico della mutua in quel periodo specializzando in ematologia in visita quotidiana ai suoi assistiti, ricoverati presso l’ospedale pubblico, accoglie l’invito della Direzione Sanitaria del nosocomio civitavecchiese ad aprire in quella struttura un Centro Trasfusionale che diventa fondamentale per fornire il sangue necessario a salvare la vita umana.

Viene così organizzato in un locale del secentesco palazzo di piazza Calamatta, un laboratorio e una sala per le visite e prelievi da dove inizia l’attività che dopo qualche mese, il 22 dicembre 1956, porterà alla costituzione della sezione Civitavecchia dell’Avis.

E’ infatti su incarico formale dell’Avis provinciale di Roma che il Dott. Pace riunisce molti civitavecchiesi che, da quasi un anno, donano spontaneamente il loro sangue presso l’ospedale cittadino.

I primi a dare il loro contributo per salvare le vite degli altri, sono soprattutto lavoratori portuali e cementieri che abitano nella parte vecchia della città tra Piazza Leandra e piazza San Giovanni i quali vengono “intercettati” dal Dott. Pace ed invitati a donare il sangue.

E’ opportuno ricordare che in quel periodo non esistono i controlli e la prassi che viene applicata oggi tuttavia, dopo solo un anno, iniziano le donazioni coadiuvate da una serie di verifiche sui donatori.

L’AVIS inizia quell’anno la sua avventura, sotto la presidenza di Gianni Cavalleri, e inizia a muovere i primi passi facendosi conoscere con una serie di attività, grazie alla direzione sanitaria del Dott. Pace che resta a Civitavecchia fino al 1960, tra le quali l’istituzione del gruppo donatori AVIS dell’Italcementi.

Ma è con la presidenza di Mario Villotti che l’Avis vive quella che può essere definita l’età dell’oro tra il 1965 e il 1988. Da semplice portuale ha saputo dare all’associazione quel lustro tra diversi ambienti sociali e civili, grazie anche al suo impegno nella vita politica della città prima come consigliere poi assessore alla cultura.

Ha collaborato sempre con stima e fiducia con la famiglia Molinari, in particolare con Mafalda di cui fu sempre grande ammiratore nel rispetto dell’amicizia e delle diverse idee politiche. Con il sorriso e la bonarietà ripeteva il suo motto: “Il sangue accomuna colori diversi, ma è sempre rosso!”. Grazie alle capacità di grande comunicatore, amico di tutti e sempre pronto a prestare aiuto, Villotti riesce a raggruppare intorno alla sezione locale molti donatori creando dei gruppi Avis (Compagnia Roma, Enel, Impresa Guerrucci) oltre a istituire nuove sezioni Avis nei comuni di Allumiere, Santa Marinella, Tolfa, S. Severa, Tarquinia, Castel del Piano, Canino, Fiano Romano, Campagnano di Roma e Mentana.

Nel 1985 torna a Civitavecchia il Dott. Pace, pronto ad iniziare nuovamente una proficua collaborazione proprio con Mario Villotti con il quale ha sempre avuto una straordinaria intesa, stima e comunità di intenti. La coppia Villotti-Pace infatti, segna gli anni più produttivi per la raccolta di sangue e la creazione di una grande azienda sanitaria con la collaborazione di giovani medici ed infermieri.

Per primi ricordiamo i medici Sergio Calcagno, Marco Iacomelli e IAIA(?) ai quali poi si aggiungeranno, il Dott. Arena ed il Dott. Garofalo, e le appena diplomate infermiere professionali Tiziana Guglielmi, Alba Galatafiore, Paola Cassese, alle quali si aggiungeranno poi Paola Cardoni, e Maurizio Striano; non vogliamo dimenticare Tania Carta e Piero Iacomelli importanti per le loro specifiche mansioni e Daniela Mazzi, attuale segretaria dell’Intercomunale “Aureliana”.

A questo primo gruppo di professionisti va la nostra riconoscenza per l’ entusiasmo e la competenza con cui hanno portato avanti il servizio trasfusionale negli anni di gestione AVIS.

Nello stesso tempo non dobbiamo dimenticare il fattivo apporto dei Dottori  De Risi e Befani, rispettivamente assistenti nei reparti  di ginecologia e di medicina, che hanno con la loro presenza traghettato il servizio trasfusionale dalla prima alla seconda conduzione Pace.

A loro si deve aggiungere il sostegno di tanti professionisti dei vari reparti quali il Dott. Turchetti, il Dott. Reggiani, il Dott. Meggiorini, la Dott.ssa Sanfilippo, l’infermiere Carloantoni.

Negli anni cresce e si sviluppa un’intensa attività trasfusionale con raccolte periferiche dalla provincia di Roma Nord (Campagnano, Fiano, Riano) fino ai confini della Toscana.

Tra i meriti della presidenza di Mario Villotti resta lo storico risultato di 7000 unità di sangue raccolte in un anno e quello di avere trasferito il Servizio Trasfusionale da Piazza Calamatta al nuovo ospedale San Paolo, prima con l’apertura di tre locali presso il laboratorio Analisi e successivamente con il trasferimento del servizio negli attuali locali del SIT, costruiti appositamente per l’AVIS.

Dopo la presidenza di Elio Stella nel periodo di transizione settembre-dicembre 1988, seguono i 10 anni sotto la guida di Ulisse Pierucci dal 1988 al 1996.

E’ questo un momento particolare, il personale del servizio trasfusionale passato alla USL, ridotto ai minimi termini per il passaggio di alcuni medici ed infermieri ad altri reparti e non sostituiti, non è più in grado di sostenere il gran numero di raccolte effettuate nel territorio determinando un enorme passo indietro nella gestione dell’associazione  che vive numerosi problemi organizzativi sia per quanto riguarda il rapporto con le sezioni di tutto il territorio, sia con la USL stessa. Infatti, la perdita di numerose sezioni, come Tolfa ed Allumiere, porta tanti donatori amareggiati ad abbandonare il gesto che fino a quel momento hanno compiuto con regolarità e quindi alla diminuzione del numero delle sacche di sangue raccolte.

Si giunge poi al 1996 quando il giovane Tiziano Cerasa, laureando in Economia e Commercio, consigliere comunale e nipote di Mario Villotti, inizia ad occuparsi della sezione locale con enormi difficoltà amministrative ed associative; tuttavia, grazie alla sua azione determinata e competente, riesce a risolvere i problemi legali all’ applicazione della legge trasfusionale 107/90 arrivando a definire nel luglio del 2003, con la Dottoressa Moscherini Commissario straordinario dell’Asl, il contenzioso ASL-AVIS che definisce il passaggio del Servizio Trasfusionale da associativo a pubblico-aziendale, con la cessione di tutte le attrezzature e del personale sanitario.

Seguendo l’esperienza delle Avis del nord, nel 2000 nasce l’AVIS Intercomunale Aureliana, con l’idea di creare un centro trasfusionale a servizio di tutte le AVIS del territorio, un punto di raccolta e lavorazione del sangue che possa essere utile a tutti i cittadini della ASL RMF. Le prime sezioni che aderiscono sono Civitavecchia, Tolfa, Allumiere, Cerveteri, S. Marinella, Manziana, Canale Monterano, Bracciano e Fiumicino con l’obiettivo di accogliere i comuni sul litorale a Nord di Roma, lungo la via Aurelia; da qui il nome Avis Aureliana.

Nel frattempo la presidenza di AVIS Lazio da parte di Tiziano Cerasa dal 1999 al 2005, favorisce confronti con altre AVIS del Lazio e di altre regioni, gemellaggi, e proficue relazioni ed esperienze che hanno favorito la crescita dell’AVIS di Civitavecchia.

Successivamente subentra alla presidenza, per un breve periodo, Domenico Centurioni amante della civitavecchiesità e delle tradizioni locali, e nel 2003 lascia l’incarico a causa di una grave malattia all’attuale presidente Nicoletta Iacomelli.

Questo è il periodo in cui l’AVIS viene guidata da una giovane donna, insegnante laureata, dedita al volontariato, amante delle relazioni umane, impegnata nella vita sociale e politica, moglie del presidente Tiziano Cerasa, donatrice di sangue. La sua presenza dona all’AVIS quel tocco di femminilità e di apertura in un momento in cui è necessario realizzare il rilancio associativo, ridare credibilità e fiducia ad una tra le associazioni più antiche della nostra città, ed aumentare il numero dei donatori.

L’AVIS ritorna cosi tra la gente organizzando viaggi sociali e feste, entrando nei posti di lavoro, comparendo sui network locali, sulla stampa e soprattutto nelle scuole.

Punto di forza divengono l’accoglienza del donatore e la cura della chiamata diretta, ma anche quel tocco di professionalità e competenza grazie all’intervento dei giovani del servizio civile, adottati dalla sezione locale con il progetto regionale “Bianca e Bernie”, e dei tanti giovani volontari fidelizzati grazie ai quali è possibile compiere le numerose attività di segreteria, di counseling quotidiana, di comunicazione e di aggregazione come il progetto AVIS Scuola, che diventa il perno dell’attività associativa per favorire la cultura della donazione del sangue partendo dai giovani studenti delle scuole primarie fino ad arrivare alle scuole secondarie.

Nicoletta Iacomelli, membro del consiglio di AVIS Lazio e delegata nel gruppo scuola di AVIS Nazionale, coordinato dal prof. Piero Cattaneo, lavora alla realizzazione del Portfolio delle competenze con gli obiettivi di creare materiali per gli insegnanti affinché questi possano trasferire ai propri alunni quelle capacità necessarie ad affrontare un così delicato argomento, e divulgare tra i giovani l’attenzione alla donazione del sangue intesa come gesto di solidarietà.

Negli ultimi anni l’impegno costante e la determinazione di raggiungere nel nostro territorio l’obiettivo dell’autosufficienza per le assistenze ematiche, spingono la presidenza a bussare a tutte le porte per ottenere il sostegno a realizzare iniziative e procedure sempre più professionali; tutto ciò permette di passare dalle 1200 alle 1700 unità anche grazie alla fattiva collaborazione di tanti soci, amici e sostenitori dell’AVIS, dei medici e dei sanitari del SIT e della ASL.

I Direttori generali della ASL dal Dott. Pasta al Dott. Quintavalle, sono sempre stati vicino all’associazione supportandone la crescita, i cambiamenti legislativi, sanitari e il riassetto organizzativo di questi ultimi tempi che ha purtroppo determinato, per volontà della Regione ed a seguito delle vigenti normative europee, la chiusura del laboratorio e del centro trasfusionale per la lavorazione del sangue e quindi il declassamento del SIT di Civitavecchia in semplice Punto di raccolta, fatto che ha generato nei cittadini un forte disappunto, manifestato con diverse iniziative.

E’ necessario ricordare anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia, nella persona del presidente Avv. Vincenzo Cacciaglia e il consiglio tutto, che è stata negli ultimi 12 anni molto presente ed attenta alle esigenze, sostenendo i progetti AVIS Scuola e Medicina Preventiva.

Attualmente attraverso il punto raccolta nell’ospedale San Paolo e i punti raccolta nei poliambulatori autorizzati nel territorio, il sangue viene portato al San Filippo Neri, struttura di secondo livello di riferimento, lavorato e riconsegnato in città secondo le esigenze ospedaliere giornaliere e le emergenze. A niente sono servite le rimostranze, gli incontri e dibattiti tra politici, sindaci, presidenti delle AVIS del territorio e cittadini per sostenere la causa del Centro Trasfusionale di fronte alle decisioni dei tagli.

Negli anni molte sono le persone che sono state vicine ai donatori e all’associazione, primo tra tutti il commendatore Angelo Molinari che viene nominato Presidente Onorario dell’Avis per la sua amicizia, per il suo sostegno e per la sua continua partecipazione alle attività dell’Avis di Civitavecchia ma anche sua figlia Mafalda che ha legato indissolubilmente la sua figura e quella della sua famiglia all’opera di chi, volontariamente e disinteressatamente, in silenzio aiuta il prossimo.

Dopo tutti questi anni di duro lavoro ed incessante impegno auspichiamo che questa associazione, così importante e radicata nel territorio, possa continuare ad essere un "faro" per tutti coloro che navigano nelle tempeste della vita e che le istituzioni tutte possano contribuire, con volontà e determinazione, a renderla sempre migliore. Raoul Follerou, noto giornalista, poeta e filantropo francese cita testualmente: " La vostra felicità è nel bene che farete, nella gioia che diffonderete, nel sorriso che farete fiorire, nelle lacrime che avrete asciugato"; posso sostenere, senza falsa modestia, che abbiamo fatto nostro questo aforisma, perché nella vita non c'è piacere più grande di fare qualcosa per gli altri senza avere nulla in cambio.


                                               Il PRESIDENTE
                                                      D.SSA NICOLETTA IACOMELLI

AVIS COMUNALE CIVITAVECCHIA - L.go Donatori del Sangue, 1 - Tel. 0766-21280 - info@aviscivitavecchia.it
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